AI e sicurezza sul lavoro: opportunità e rischi per le aziende
In questo articolo si parla di:
- come l’intelligenza artificiale può supportare la prevenzione degli infortuni;
- quali vantaggi può offrire alle imprese nella gestione dei rischi;
- quali verifiche effettuare prima di introdurre strumenti basati sull’AI.
AI e sicurezza sul lavoro rappresentano un binomio sempre più concreto per le aziende.
Analisi dei dati, sensori intelligenti, manutenzione predittiva e formazione immersiva possono aiutare le imprese a riconoscere in anticipo le situazioni di pericolo.
Analisi predittiva, sensori intelligenti, manutenzione preventiva e formazione immersiva possono aiutare le imprese a individuare più rapidamente situazioni di pericolo e a organizzare interventi mirati.
A confermare questa tendenza è il protocollo sottoscritto il 20 ottobre 2026 tra INAIL Lombardia e Assolombarda.
L’accordo prevede una collaborazione triennale dedicata alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali attraverso formazione, condivisione dei dati e uso responsabile delle nuove tecnologie.
Il protocollo ha carattere territoriale e non introduce nuovi obblighi per tutte le aziende italiane. Rappresenta però un segnale importante sul fatto che l’AI può diventare uno strumento concreto per affiancare datori di lavoro, responsabili della sicurezza e lavoratori nelle attività di prevenzione.
Il protocollo tra INAIL e Assolombarda
L’accordo coinvolge le Direzioni territoriali INAIL di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, insieme alle imprese rappresentate da Assolombarda.
Uno degli obiettivi principali è sviluppare progetti pilota capaci di individuare modelli di rischio attraverso l’analisi dei dati. L’intesa prevede inoltre iniziative formative, diffusione di buone pratiche, supporto nell’accesso alle agevolazioni e un tavolo tecnico dedicato all’evoluzione normativa e tecnologica.
L’approccio indicato è basato sulla centralità della persona. L’intelligenza artificiale deve supportare le decisioni, senza sostituire l’autonomia e le responsabilità di chi gestisce concretamente la sicurezza. La tecnologia, infatti, può elaborare informazioni e segnalare situazioni anomale, ma la verifica e la scelta degli interventi restano affidate a persone competenti.
Come l’intelligenza artificiale può migliorare la sicurezza
Le applicazioni possibili dipendono dal settore, dalle attività svolte e dai rischi presenti nell’ambiente di lavoro.
Un primo utilizzo riguarda l’analisi dei dati relativi a infortuni, quasi incidenti, manutenzioni, anomalie e segnalazioni. L’AI può individuare ricorrenze difficili da riconoscere manualmente, facendo emergere reparti, attività o momenti della giornata nei quali il rischio risulta maggiore.
Sensori, telecamere e dispositivi indossabili possono invece rilevare condizioni potenzialmente pericolose, come l’ingresso in un’area vietata, la vicinanza a un macchinario, una postura scorretta o l’assenza di determinati dispositivi di protezione. L’impiego di questi strumenti richiede però un’attenta valutazione della privacy e delle regole sul controllo a distanza dei lavoratori.
L’intelligenza artificiale può essere utilizzata anche per la manutenzione predittiva. Analizzando vibrazioni, temperature, consumi e altri parametri tecnici, il sistema può segnalare un possibile malfunzionamento prima che provochi un guasto o una situazione di pericolo.
Un ulteriore campo di applicazione è la formazione. Realtà virtuale e simulazioni personalizzate permettono di riprodurre scenari rischiosi senza esporre realmente il lavoratore al pericolo. I percorsi possono essere adattati alla mansione, alle competenze e agli errori riscontrati durante le esercitazioni.
Per approfondire le applicazioni dell’AI nella gestione delle persone, puoi leggere anche l’articolo dedicato a come utilizzare l’intelligenza artificiale nella tecnologia HR.
I vantaggi per le aziende
L’intelligenza artificiale può aiutare l’impresa a passare da una gestione prevalentemente reattiva della sicurezza a un modello maggiormente preventivo.
La capacità di analizzare grandi quantità di dati consente di individuare segnali deboli prima che si trasformino in un incidente. Le risorse possono così essere concentrate sulle situazioni più critiche, programmando controlli, manutenzioni e formazione sulla base di informazioni più precise.
Per l’azienda, i possibili benefici comprendono una migliore conoscenza dei rischi, interventi più tempestivi, formazione più mirata e una gestione più ordinata delle segnalazioni. La prevenzione può contribuire anche a limitare fermi produttivi, danni alle attrezzature e costi indiretti collegati agli infortuni.
La tecnologia permette inoltre di raccogliere informazioni utili per verificare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.
L’AI non sostituisce la valutazione dei rischi
L’introduzione di un sistema intelligente non trasferisce alla tecnologia le responsabilità previste dalla normativa sulla sicurezza.
Il datore di lavoro rimane responsabile della valutazione dei rischi e dell’elaborazione del DVR, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente, quando previsto. Deve inoltre essere consultato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Un software può supportare l’analisi, organizzare dati o proporre possibili scenari. Non può però conoscere autonomamente tutte le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, delle attrezzature, delle mansioni e dell’organizzazione aziendale.
Occorre prestare attenzione anche alla protezione dei dati, soprattutto quando vengono raccolte immagini, informazioni biometriche, dati sanitari o elementi relativi alle prestazioni individuali. Per approfondire questi aspetti, può essere utile leggere la guida sulla normativa GDPR applicata ai dipendenti.
Infine, l’impresa deve evitare che la presenza dell’AI riduca l’attenzione delle persone. La tecnologia deve rafforzare le competenze, non creare un’eccessiva dipendenza da segnalazioni automatiche.
Gli step per introdurre l’AI in modo responsabile
Prima di acquistare o attivare una soluzione basata sull’intelligenza artificiale, l’impresa dovrebbe seguire un percorso strutturato.
- Definire il problema da risolvere. Il progetto deve partire da un’esigenza concreta, come ridurre un rischio specifico, migliorare la manutenzione o rendere più efficace la formazione. Adottare uno strumento senza un obiettivo misurabile rende difficile valutarne l’effettiva utilità.
- Mappare dati e tecnologie utilizzate. L’azienda deve comprendere quali informazioni vengono raccolte, da quali fonti, per quanto tempo sono conservate e chi può consultarle.
- Coinvolgere le funzioni competenti. Datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS, responsabile IT e referente privacy dovrebbero partecipare alla valutazione. Se il sistema incide sull’organizzazione del personale, è opportuno coinvolgere anche la funzione HR.
- Verificare fornitore e funzionamento del sistema. L’impresa dovrebbe chiedere informazioni sulla qualità dei dati utilizzati, sull’affidabilità delle segnalazioni, sulla sicurezza informatica e sulle modalità con cui vengono spiegati i risultati.
- Valutare privacy e controllo dei lavoratori. Se lo strumento permette di monitorare comportamenti, spostamenti o prestazioni, occorre verificare il rispetto del GDPR e dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.
- Sperimentare con supervisione umana. Prima dell’estensione a tutta l’organizzazione è consigliabile avviare un progetto pilota. Le segnalazioni devono essere verificate da personale competente e non dovrebbero produrre automaticamente provvedimenti o decisioni sul lavoratore.
- Formare e informare il personale. I lavoratori devono comprendere finalità, funzionamento e limiti dello strumento. Una comunicazione trasparente riduce diffidenza e comportamenti scorretti, favorendo una partecipazione più consapevole.
Innovazione e responsabilità devono procedere insieme
L’intelligenza artificiale offre opportunità concrete per migliorare la prevenzione, ma non rappresenta una soluzione automatica a ogni problema di sicurezza.
Il risultato dipende dalla qualità dei dati, dalla partecipazione dei lavoratori e dalla capacità dell’impresa di mantenere un controllo umano effettivo. L’innovazione produce valore quando è inserita in un’organizzazione nella quale ruoli, procedure e responsabilità sono definiti con chiarezza.
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Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro: domande frequenti
L’intelligenza artificiale può redigere automaticamente il DVR?
L’AI può supportare la raccolta e l’analisi delle informazioni, ma non sostituisce la valutazione effettuata dal datore di lavoro con le figure competenti. Il DVR deve riflettere i rischi reali dell’organizzazione e delle attività svolte.
Si possono utilizzare telecamere intelligenti per controllare la sicurezza?
È possibile utilizzare strumenti dai quali derivi anche un controllo a distanza soltanto rispettando le condizioni previste dallo Statuto dei lavoratori e dalla normativa sulla privacy. Finalità, proporzionalità, informativa e procedure autorizzative devono essere valutate prima dell’installazione.
L’introduzione di un sistema AI richiede l’aggiornamento del DVR?
Non automaticamente. È però necessario verificare l’aggiornamento quando la tecnologia determina modifiche significative nei processi, nell’organizzazione o nei rischi ai quali sono esposti i lavoratori.