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Come scegliere tra i diversi modelli strategici di gestione delle risorse umane

Come scegliere tra i diversi modelli strategici di gestione delle risorse umane | Qipo
29 Dicembre 2025

In questo articolo si parla di:

  • La transizione fondamentale da una gestione HR operativa a un approccio autenticamente strategico, che trasforma le persone in un vantaggio competitivo.
  • Le principali filosofie che animano i modelli di gestione HR, dalle correnti più orientate alle persone (soft) a quelle focalizzate sulla performance (hard).
  • I criteri pratici per analizzare il tuo contesto aziendale e scegliere il framework strategico più adatto a guidare la crescita e il successo della tua organizzazione.

L’evoluzione della funzione Risorse Umane richiede un framework capace di connettere strategia, cultura organizzativa e gestione del talento

Oggi non basta più una semplice amministrazione del personale. Le imprese che intendono affrontare le sfide del presente e costruire un vantaggio competitivo nel tempo devono dotarsi di una visione strategica della funzione HR.

Trasformare le risorse umane da centro di costo a leva di sviluppo significa adottare un modello strutturato, capace di connettere persone, processi e obiettivi aziendali in modo coerente e integrato.

Non si tratta di ricorrere a soluzioni standard o modelli preconfezionati, ma di individuare un impianto concettuale solido, adatto alla cultura organizzativa e alle ambizioni di crescita dell’azienda.

La scelta del modello HR non è un passaggio formale, ma una decisione di impatto sistemico: influisce sul modo in cui si attraggono talenti, si gestiscono le competenze, si valorizzano le performance e si costruisce l’identità dell’organizzazione nel lungo periodo.

In questo articolo vogliamo offrirti le coordinate per scegliere non un modello qualsiasi, ma il tuo modello.

Leggi anche: Come ridurre i costi fissi in azienda attraverso l’ottimizzazione dei processi HR

L’HR non può più limitarsi a gestire: serve una visione strategica

Prima di esplorare le diverse mappe a tua disposizione, occorre comprendere la natura del territorio che stai per attraversare.

Pensa alla tua funzione HR attuale: è prevalentemente assorbita da compiti operativi come la gestione delle buste paga, dei contratti e delle assenze?

Queste attività sono vitali, certo, ma rappresentano la macchina, non il pilota.

Un modello di gestione strategica delle risorse umane, al contrario, si pone alla guida.

Il suo scopo non è semplicemente “gestire” le persone, ma integrarle al centro della strategia aziendale. Significa vedere ogni dipendente non come una voce di costo, ma come un asset di capitale umano il cui potenziale, se coltivato, può generare un vantaggio competitivo duraturo e inimitabile.

Questo cambio di prospettiva è il primo, fondamentale passo per elevare il ruolo dell’HR e renderlo un partner insostituibile per il business. Da qui, la necessità di una struttura che dia forma a questa ambizione.

Riunione delle risorse umane | Qipo

I quattro elementi chiave di un modello HR che funziona davvero

Un modello strategico robusto non è un’idea astratta; poggia su pilastri interconnessi che ne garantiscono la solidità e l’efficacia.

Il primo e più importante è l’allineamento con la strategia aziendale: ogni decisione HR, dalla selezione alla formazione, deve essere una diretta conseguenza degli obiettivi di business a lungo termine.

A questo si lega indissolubilmente lo sviluppo del capitale umano, ovvero l’investimento mirato a coltivare le competenze necessarie per vincere le sfide di domani.

Questi elementi, tuttavia, non possono prosperare in un terreno arido. Ecco perché la creazione di una cultura organizzativa positiva e coinvolgente diventa il terzo pilastro, il fertile humus in cui motivazione e performance possono fiorire.

Infine, per governare questa complessità, è indispensabile l’analisi dei dati HR, che trasforma le intuizioni in decisioni misurabili e ottimizza la gestione del personale.

Adottare un approccio simile non porta solo a una maggiore competitività o a dipendenti più produttivi; costruisce un’organizzazione resiliente, capace di attrarre e trattenere i migliori talenti perché offre loro non solo un lavoro, ma un percorso.

Ma come si traduce tutto questo in pratica? Quali sono i modelli che puoi scegliere?

Persone o performance? Un falso dilemma

Il panorama dei modelli strategici è vasto, ma può essere compreso analizzando una tensione fondamentale che lo attraversa: quella tra approcci “soft” e approcci “hard”.

Immagina due filosofie quasi opposte.

Da un lato, hai il Modello di Harvard, un pioniere dell’approccio “soft”. Qui, le persone sono il fine, non il mezzo. Il focus è sul loro benessere, sul coinvolgimento e sullo sviluppo, partendo dal presupposto che dipendenti soddisfatti e motivati genereranno naturalmente performance eccellenti e valore a lungo termine.

Dall’altro lato dello spettro si colloca il Modello Michigan, archetipo dell’approccio “hard”. In questa visione, le persone sono risorse da allineare in modo efficiente e rigoroso agli obiettivi strategici dell’azienda. L’accento è posto su performance, controllo e risultati misurabili; i processi HR sono strumenti per garantire che ogni “risorsa” umana sia impiegata nel modo più efficace possibile.

Naturalmente, la realtà è raramente così netta.

Modelli successivi, come il Modello di Guest o il più analitico Modello di Warwick, hanno cercato di superare questa dicotomia, proponendo un’integrazione.

Riconoscono che la coerenza con la strategia aziendale è fondamentale (un’eco del Modello Michigan), ma allo stesso tempo sottolineano che questa non può prescindere dal benessere e dal contributo attivo dei dipendenti (un’eredità del Modello Harvard).

Il modello di Ulrich riorganizza la funzione HR in un ruolo strategico, operativo e di supporto al cambiamento, trasformando le risorse umane in un attore centrale nella creazione di valore per l’azienda.

La HR Value Chain è un modello analitico che collega le attività HR ai risultati aziendali, mostrando come il contributo delle risorse umane incida in modo misurabile su performance, innovazione e crescita.

Altri approcci, come la Resource-Based View, spostano ulteriormente il focus, sostenendo che il vero vantaggio competitivo non risiede né nella performance né nella felicità, ma nel possedere competenze uniche, rare e difficili da imitare, rendendo l’attrazione e la fidelizzazione di talenti specifici la priorità assoluta.

La vera domanda, quindi, non è quale modello sia migliore in assoluto, ma quale risuoni meglio con il DNA della tua organizzazione.

Responsabile delle risorse umane dialoga con dipendente | Qipo

Nessun modello è universale: trovare quello giusto per il proprio contesto

La scelta del modello strategico non è un esercizio accademico, ma una decisione pragmatica che deve nascere da un’analisi onesta e approfondita del tuo contesto.

Non esiste una soluzione universale, ma esiste la soluzione giusta per te.

Per trovarla, poniti alcune domande rivelatrici.

Qual è la strategia di business dominante nella tua azienda?

Sei orientato a una crescita aggressiva, alla stabilità, all’innovazione radicale o all’efficienza operativa?

Se la tua priorità è l’innovazione, un approccio flessibile e “soft” come quello di Harvard potrebbe essere la tua guida. Se invece operi in un mercato maturo dove l’efficienza è tutto, un modello più “hard” e orientato ai risultati potrebbe darti la struttura di cui hai bisogno.

Considera poi la tua cultura organizzativa: è collaborativa e basata sulla fiducia, o più gerarchica e competitiva?

Un modello che si scontra con la cultura esistente è destinato a fallire.

Infine, valuta la maturità della tua funzione HR e le risorse a tua disposizione.

Hai le competenze per implementare un sistema complesso basato sui dati, come suggerito dalla HR Value Chain, o hai bisogno di un framework più semplice e focalizzato sui ruoli, come il Modello di Ulrich?

La risposta a queste domande delineerà i contorni del tuo “best fit”, il modello che non solo si adatta alla tua realtà attuale, ma ti fornisce anche la spinta necessaria per evolvere.

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Dal concetto all’azione: rendere operativo il modello strategico HR

Comprendere i modelli strategici è il primo passo. Scegliere quello giusto per il tuo contesto è il secondo. Ma il vero punto di svolta arriva con il terzo: l’implementazione.

Un modello, per quanto brillante, rimane pura teoria se non viene tradotto in processi chiari, azioni concrete e risultati misurabili.

Significa trasformare la visione strategica in pratiche quotidiane di selezione, onboarding, valutazione delle performance, formazione e engagement. Significa dotarsi di strumenti che ti permettano di monitorare l’impatto delle tue decisioni e di aggiustare la rotta con agilità.

Per tradurre questi modelli strategici in azioni concrete e misurabili, hai bisogno della tecnologia giusta. È qui che una piattaforma HR completa e intuitiva può fare la differenza, trasformando i principi in realtà operativa.

Qipo può aiutarti a costruire il futuro della tua gestione HR, allineando persone e strategia per un successo duraturo. Prova oggi stesso la demo gratuita.


Come scegliere tra i diversi modelli strategici di gestione delle risorse umane: Domande & Risposte

Qual è la differenza tra un modello HR operativo e uno strategico?

Un modello HR operativo si concentra sulla gestione quotidiana delle attività amministrative come buste paga e contratti. Un modello strategico, invece, integra la gestione delle risorse umane con la strategia aziendale, valorizzando le persone come capitale in grado di generare vantaggio competitivo.

Cosa distingue i modelli HR ‘soft’ da quelli ‘hard’?

I modelli ‘soft’, come quello di Harvard, mettono al centro il benessere e lo sviluppo delle persone, considerandole la chiave per ottenere performance elevate. I modelli ‘hard’, come quello di Michigan, puntano sull’efficienza e il controllo, allineando le risorse umane agli obiettivi di business in modo rigoroso e misurabile.

Come scegliere il modello strategico HR più adatto alla propria azienda?

La scelta dipende da fattori come la strategia di business, la cultura organizzativa e la maturità della funzione HR. È essenziale identificare un modello che sia coerente con la realtà aziendale e capace di supportare l’evoluzione futura, bilanciando le esigenze di performance e coinvolgimento del personale.